Trentino, terrorista delle Brigate Rosse diventa “esempio” per gli studenti

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Trento, 10 mag – Una terrorista delle Brigate Rosse può diventare un esempio per gli studenti delle Scuole Medie? In Trentino sembrerebbe di sì.

Mara Cagol, fondatrice delle Brigate Rosse

In Trentino, la Commissione della Pari Opportunità ha deciso di inserire tra le 30 donne Trentine più importanti Mara Cagol, fondatrice delle Brigate Rosse e uccisa nel 1975 in uno scontro a fuoco con un carabiniere.

Il testo è stato redatto in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Trento, la stessa facoltà che proprio grazie alla Cagol e al marito Renato darà le origini a fine anni 60 alle Brigate Rosse.

In Trentino è “modello femminile importante”

Paola Maria Taufer, presidente della commissione Pari Opportunità, ha spiegato: “A partire dalla scuola dell’infanzia, si studia su libri che ripropongono in molti casi personaggi maschili e stereotipi di genere, la cui rimozione infonderà maggiore fiducia nelle ragazze, che hanno bisogno di modelli femminili importanti che siano di esempio e ispirazione, e alimenterà nei ragazzi il rispetto e la considerazione verso la componente femminile”.

Fugatti: “Si poteva evitare …”

Insomma, nonostante tutto un esempio. Numerose le polemiche che ha scatenato la pubblicazione con Fratelli d’Italia che ne ha chiesto immediatamente il ritiro mentre il Governatore leghista Maurizio Fugatti si è limitato a una dichiarazione dal sapore cerchiobottista dicendo che “si poteva evitare. Non è materia di competenza della giunta provinciale e la commissione Pari opportunità ha la propria autonomia”.

“Mara Cagol personaggio “divisivo”….

La difesa del Dipartimento di Sociologia non si è fatta attendere ed è stata affidata a Barbara Poggio, referente scientifico del progetto che afferma: “La storia è popolata da personaggi positivi e negativi e Mara Cagol è stata senza dubbio protagonista di una delle pagine più divisive della storia locale e nazionale. Scambiare il terrorismo rosso degli anni di piombo per “una delle pagine più divisive della storia locale e nazionale”. Quando la toppa è peggiore del buco, come si suol dire. D’altronde, però, le simpatie di Barbara Poggio e del dipartimento di Sociologia sono ben note note a tutti in Trentino.

La battaglia culturale non si fa indignandosi

Ed è questo il punto della vicenda. L’egemonia culturale della sinistra a Trento non è una novità ma sicuramente è curioso come in questi due anni e mezzo di giunta leghista non sia stata nemmeno lontanamente scalfita. A cosa serve essere al Governo se il campo di battaglia culturale e scolastico viene lasciato scoperto? Sicuramente è legittimo chiedere che il testo venga ritirato ma non sarebbe meglio opporre un’alternativa di pensiero allo strapotere della sinistra? La battaglia culturale non si fa a suon di indignati comunicati ma costruendo strutture, sostenendo le associazioni che già esistono, supportando i progetti identitari sul territorio. Altrimenti in futuro i libri dei nostri figli saranno colmi di esempi negativi e partigiani. Lamentarsi è inutile, bisogna agire ed edificare.

Filippo Castaldini