trigliceridi:-cosa-sono,-valori-alti-e-bassi-e-dieta.

I trigliceridi costituiscono gran parte (90–98%) dei grassi o lipidi contenuti negli alimenti e nell’organismo umano.

I trigliceridi sono formati dall’unione (legame chimico) tra una molecola di glicerolo e tre acidi grassi che si differenziano in base alla loro lunghezza (acidi grassi a catena lunga, media e corta) e alla presenza o meno di doppi legami; queste proprietà ne stabiliscono le caratteristiche chimico-fisiche generali e l’impatto sul metabolismo umano.

Un trigliceride semplice è un trigliceride in cui tutti e tre gli acidi grassi sono uguali; nei trigliceridi misti, uno o più acidi grassi si differenziano dai rimanenti.

Come riportato da mypersonaltrainer.it, nel corpo umano, la maggior parte dei trigliceridi è contenuta all’interno del tessuto adiposo.

Generalmente aumentano dopo i pasti, con lo stress, il fumo e il consumo di alcool.
Condizioni patologiche che possono essere associate a ipertrigliceridemia sono (fonte ospedaleniguarda.it):

  • iperlipidemia;
  • diabete;
  • insufficienza renale;
  • ittero ostruttivo;
  • pancreatite;
  • sindrome metabolica;
  • infarto del miocardio.

Trigliceridi: valori.

Le donne hanno valori mediamente più alti degli uomini, soprattutto in gravidanza.

Per conoscere il livello dei trigliceridi circolanti (trigliceridemia) è sufficiente sottoporsi ad un esame del sangue.

Per avere un valore attendibile di trigliceridemia è opportuno mantenere il digiuno nelle 12 ore precedenti il prelievo e assumere un pasto leggero la sera prima (fonte: humanitas.it).

La trigliceridemia è generalmente compresa, nei soggetti in buona salute, tra 50 e 150 mg/dl (milligrammi per decilitro). Il valore “ottimale” è considerato al di sotto dei 100 mg/dl.

In particolare:

  • trigliceridi inferiori a 150 mg/dl sono considerati “normali”;
  • trigliceridi compresi tra 150 e 200 mg/dl sono considerati “al limite” (borderline);
  • tra 200 e 400 mg/dl sono considerati “alti”;
  • oltre 400 mg/dl sono considerati “altissimi”.

Valori Alti:

Quando i valori di trigliceridi sono alti è molto importante:

  • correggere sovrappeso ed obesità;
  • Ridurre, meglio evitare, l’alcool;
  • Ridurre il consumo di zuccheri semplici;
  • Limitare l’apporto calorico, evitando le abbuffate.
  • Consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana; in altrettante occasioni sostituire la carne con i legumi, ed i tradizionali oli di semi con fonti di omega-tre, come l’olio di canapa, di semi di lino, di canola o di noci.
  • Limitare il consumo di cibi ricchi di grassi saturi (contenuti soprattutto nei latticini e nella carne grassa), sostituendoli con quelli ricchi di acidi grassi monoinsaturi ed in particolare di acido oleico (olio di oliva, frutta secca ed oli vegetali in genere).
  • Ridurre, meglio evitare, i grassi idrogenati (contenuti nella margarina ed in molte pastine, snacks e prodotti da forno confezionati).
  • Mantenere elevato il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti.

Se nonostante l’adozione di queste norme comportamentali, le analisi ematiche continuano a segnalare valori di trigliceridi troppo alti, il medico può intervenire prescrivendo medicinali specifici, come i fibrati, od un integratore di acidi grassi essenziali o carnitina.

Valori bassi.

Generalmente non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Le condizioni patologiche caratterizzate da ipotrigliceridemia (malnutrizione, ipertiroidismo, epatopatie, malassorbimento) producono infatti sintomi caratteristici.

Per cui una persona in perfetta salute non dovrebbe preoccuparsi eccessivamente di valori di trigliceridi inferiori alla norma.

Meglio comunque confrontarsi con il medico di famiglia.

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