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Verdi- Si, rinviato l’incontro con Letta e gli chiedono di rinegoziare il patto: “C’è disagio”

Il no secco del leader di Azione

Redazione — 3 Agosto 2022

Foto Cecilia Fabiano /LaPresse 02-08-2022 Roma, Italia – Politica  – Elezioni – Punto Stampa di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli  . Nella foto: Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli  August 02 , 2022 Rome Italy – Politics  – Press Point of the Critical Left and Green Party  In the photo: Nicola Fratoianni  , Angelo Bonelli
Foto Cecilia Fabiano /LaPresse 02-08-2022 Roma, Italia – Politica – Elezioni – Punto Stampa di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli . Nella foto: Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli August 02 , 2022 Rome Italy – Politics – Press Point of the Critical Left and Green Party In the photo: Nicola Fratoianni , Angelo Bonelli

A poche ore dal raggiungimento del patto tra Pd, Azione e +Europa, nella sinistra si apre la prima crepa. L’asse dei Verdi e Sinistra Italiana ha chiesto una verifica al segretario dei dem per capire se esistono le condizioni per un’intesa. L’incontro previsto alle 15 è stato rinviato: “Serve ulteriore tempo di riflessione”, hanno detto Verdi e Si. Quando mancavano un paio d’ore all’inizio della riunione, infatti, dai dirigenti rossoverdi è arrivata una nota in cui si annunciava il rinvio a data da destinarsi del vertice, a causa di “novità politiche emerse nella giornata di ieri” e del mutamento delle “condizioni su cui abbiamo lavorato in questi giorni”. “Sono in corso riflessioni – si legge ancora nella nota riportata da Agi – e valutazioni che necessitano di un tempo ulteriore. Registriamo comunemente un profondo disagio nel paese e in particolare nel complesso dell’elettorato di centro-sinistra che ha a cuore la difesa della democrazia, la giustizia climatica e sociale”.

L’irritazione dei leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e dei Verdi Angelo Bonelli è evidente. “Il patto elettorale tra il Pd e Calenda ha completamente cambiato il quadro e a noi serve tempo per fare alcune valutazioni. Tutti noi siamo sommersi di messaggi, dai mondi più disparati, anche moderati e cattolici, non solo quelli radicali e ambientalisti, che ci chiedono: ma è che è sta roba qui?”, ha spiegato Bonelli in un’intervista a Repubblica.

Un’alleanza che sembra finire prima di cominciare. “Proviamo un disagio profondo per il metodo, la modalità e la sostanza dell’intesa con Azione – continua Bonelli – Noi per settimane abbiamo subito veti e insulti volgari, ai quali non abbiamo mai risposto anche per non mettere in difficoltà Letta. Ma ora è successo qualcosa che per noi è inaccettabile. Non ci si può sempre chiedere di portare la croce e cantare pure”.

Bonelli ha spiegato le ragioni che hanno portato l’asse Verdi-Si a un raffreddamento. Sapevano che c’erano buone possibilità che Letta avrebbe chiuso l’accordo con Calenda “ma a condizioni ben diverse da quelle che si sono poi verificate. Quando abbiamo visto Letta per comunicargli la nostra disponibilità all’alleanza, era stata concordata una cornice che doveva essere la stessa per tutte le forze della coalizione: tenuta democratica dell’Italia messa a rischio dalla destra sovranista e difesa della Costituzione”. E ancora: “Alcuni punti programmatici per noi sono insostenibili. Dai rigassificatori all’ossessione per l’agenda Draghi, che è frutto di un compromesso, delle politiche anche di Lega e Forza Italia, la peggiore destra d’Europa”.

Bonelli non esclude un avvicinamento al Movimento 5 Stelle e rivendica un maggior peso dell’asse Verdi-Si: “Noi consideriamo sbagliato quanto è accaduto ieri: nella tempistica, nel metodo e nella sostanza si è dato a Calenda uno spazio, in termini programmatici e di collegi, che è sovrastimato. Vorrei ricordare che la federazione Verdi-SI alle ultime amministrative ha preso il 4% su scala nazionale, Azione l’1,7”. E infine le condizioni per proseguire insieme: “Intanto c’è la necessità di spostare l’asse dell’alleanza che, seppur tecnica, deve tornare a parlare al popolo di centrosinistra, se non vogliamo perderlo. Dunque va rinegoziata la questione programmatica, mettendo al centro giustizia sociale e climatica, che sono del tutto trascurate nel patto con Calenda. E poi dev’esserci pari dignità fra alleati. Hanno dato ad Azione il 30% dei collegi unininominali, o rinegoziano quel patto o devono fare lo stesso anche con noi. Come avversari abbiamo partiti che con il presidenzialimento e l’autonomia differenziata vogliono sfasciare l’Italia. Esiste dunque l’esigenza di costruire un fronte democratico che glielo impedisca. Ma non possiamo farcene carico soltanto noi”.

Immediata la risposta di Calenda via twitter: “Fratoianni e Bonelli chiedono a Enrico Letta di rinegoziare il patto sottoscritto ieri. Non c’è alcuna disponibilità da parte di Azione a farlo. L’agenda Draghi è il perno di quel patto e tale rimarrà. Fine della questione”.

Intanto lo scenario si complica. “Se Sinistra e Verdi si alleano coi 5 Stelle per via dell’accordo tra Pd e Azione/+Europa, il centrosinistra rischia di perdere 14 collegi uninominali (9 alla Camera e 5 al Senato)”. Così una stima elaborata da Youtrend – Cattaneo Zanetto.

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