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Verso il voto / Quali priorità per i prossimi legislatori? – Aldo Maria Valli

In vista delle elezioni politiche il Centro studi Machiavelli ha elaborato un elenco di tredici princìpi fondamentali che dovrebbero guidare i parlamentari eletti il 25 settembre. Ha poi chiesto ai lettori di selezionare i sei ritenuti più importanti, in quanto indirizzi prioritari cui dovranno ispirarsi i prossimi legislatori. Eccoli, in ordine inverso di preferenza.

  1. TRADIZIONE E STORIA NAZIONALE

In Italia hanno, purtroppo da tempo, successo certe dottrine anti-nazionali, ma ora stanno aggiungendosi anche quelle anti-occidentali che già spopolano nel mondo anglosassone. Esse dipingono l’Occidente e chiunque abbia la pelle bianca come intrinsecamente malvagio, “sistematicamente razzista”; impongono, spesso con la forza, di cancellare la nostra storia e ripudiare la nostra tradizione.

Bisogna contrastare questa deriva, reprimendo le manifestazioni violente contro i monumenti. Soprattutto, bisogna contrapporre alla “cultura della cancellazione” una positiva riscoperta dell’orgoglio per la nostra nazione e la nostra civiltà.

Ciò deve avvenire per il tramite di politiche scolastiche e culturali, nonché di leggi contro il vandalismo e per la conservazione della memoria storica, del retaggio urbano, paesaggistico e toponomastico.

  1. LIBERTÀ DI PENSIERO E DI PAROLA

Tra i diritti più minacciati ci sono quelli di pensiero, espressione e parola. Bisogna opporsi a ogni legge o iniziativa che miri a ridurre gli spazi di libera espressione, che lo faccia in nome del contrasto a “fobie” (come il Ddl Zan) o a un non ben definito “hate speech”. Lo Stato deve garantire questa libertà non solo passivamente ma anche attivamente. Nessuna azienda, a partire dai social network che de facto gestiscono il dibattito pubblico, può imporre a dipendenti e clienti limitazioni in contrasto coi diritti costituzionali.

  1. DIFENDERE DONNE E BAMBINI DALL’IDEOLOGIA GENDER

L’ideologia gender è una minaccia per i nostri figli e la società. La Sinistra cerca di inculcare nei più giovani teorie pseudo-scientifiche che, sfruttando la loro vulnerabilità psico-fisica, può indurli a traumatici percorsi farmacologici e chirurgici. I bambini devono essere protetti dai messaggi sessuali prematuri, da dottrine che li destabilizzano emotivamente e psicologicamente. Scuola e Servizio sanitario nazionale non devono agevolare la moda pseudo-scientifica della “riassegnazione di genere” tra giovanissimi. Anche le donne vanno tutelate dall’agenda transgender, che in nome della fluidità di genere sottrae loro quegli spazi che gli erano riservati in via esclusiva: dai bagni agli spogliatoi fino alle competizioni sportive. Infine, sia le donne sia i bambini sono vittime dell’utero in affitto, ossia la barbara pratica di strappare un figlio appena nato dal grembo della madre per consegnarlo al suo acquirente: questa nuova “tratta degli schiavi” deve rimanere illegale e va punito anche chi vi ricorra all’estero.

  1. RILANCIO DELLA NATALITÀ

Tra i problemi che più affliggono l’Italia vi è la denatalità; siamo oggi uno dei Paesi con il minor numero di figli per coppia. Da un lato, così, aumenta la proporzione di anziani da mantenere rispetto a sempre meno italiani in età lavorativa, e dall’altro si offre una sponda a chi vuole più immigrazione. Occorre mettere in atto politiche di sostegno socio-economico alle coppie che vogliono avere figli, accompagnandole però anche a un lavoro culturale. Dopo decenni di propaganda anti-natalista, è opportuno tornare a raccontare ai giovani quanto sia meraviglioso avere figli, anziché inculcargli l’idea che siano un “peso” o un “ostacolo” alla loro realizzazione.

  1. CONTROLLO DELL’IMMIGRAZIONE

Gli attuali flussi migratori sono soverchianti e incontrollati. La stessa etnia italiana rischia di diventare presto minoritaria nel Paese. L’immigrazione è spesso controllata dalla criminalità organizzata e attraverso di essa viaggiano anche estremisti e terroristi. Il modello multiculturale (già fallito all’estero) va a creare all’interno dell’Italia delle comunità non integrate, che non si riconoscono nella nostra nazione e ne rifiutano la cultura. Le politiche migratorie devono ridurre drasticamente i numeri dei flussi, stroncare quelli illegali, imporre che i nuovi arrivati – se non intenzionati a ritornare un giorno nel Paese d’origine – si assimilino al popolo italiano. La cittadinanza dev’essere il culmine di questo processo di assimilazione/accoglimento nel nostro popolo (no dunque a ius soliius scholaeius culturae o similari).

  1. INTERESSE NAZIONALE

Siamo consci che in politica estera esistono impegni e patti che una volta assunti vanno rispettati; al netto di questi, la politica estera dovrà seguire la stella polare dell’interesse nazionale.

Con ciò intendendo che bisognerà prendere tutte le scelte che aumentano la forza, la sicurezza e il benessere del popolo italiano, ed evitare quelle che li diminuiscono.

GLI ALTRI

E questi sono, in forma sintetica, gli altri sette principi indicati come prioritari.

  1. EDUCARE I GIOVANI
  2. REINDUSTRIALIZZARE
  3. PRIMA I LAVORATORI, POI LE MULTINAZIONALI
  4. BASTA ALLE RESTRIZIONI PANDEMICHE
  5. NO A CREDITO SOCIALE E CITTADINANZA A PUNTI
  6. SOVRANITÀ POPOLARE
  7. NO ALL’ABOLIZIONE DEL CONTANTE

Fonte: centromachiavelli.com

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