voto-si,-voto-no.-dibattito-aperto-–-aldo-maria-valli

Voto sì, voto no. Dibattito aperto – Aldo Maria Valli

Cari amici di Duc in altum, il mio articolo di ieri, Ecco perché sto andando verso il non voto, ha provocato numerose reazioni e suscitato un ampio dibattito. Bello vedere tanta passione: ringrazio tutti i lettori che mi hanno scritto. Qui propongo alcuni interventi. Chiunque voglia inviare contributi può farlo a questo indirizzo: blogducinaltum@gmail.com

***

Caro Aldo Maria,

condivido in pieno il contenuto del suo articolo sul non voto. Ormai da anni personalmente mi astengo, con rammarico, dal partecipare al voto non certo per pigrizia ma perché non mi sento rappresentato da alcun partito. D’altro canto anche il non voto è libero esercizio del diritto di voto.

Montanelli suggeriva di andare comunque a votare turandosi il naso. Erano però tempi diversi, in cui si contrapponevano due ideologie ben definite che imponevano una scelta di campo: da una parte il fronte occidentale, dall’altra il blocco comunista. Oggi ci troviamo di fronte a un sistema in cui il pensiero unico dominante, divenuto dittatura, ha azzerato le differenze tra i partiti, tanto che dalle campagne elettorali sono del tutto spariti i programmi e si va avanti solo a forza di slogan: la moderna comunicazione impedisce qualsiasi ragionamento e approfondimento e un discorso che superi le dieci parole è bannato dai mass media tradizionali.

Senza considerare che le stupefacenti leggi elettorali varate hanno reso pressoché scontato l’esito delle elezioni, così come il sistema istituzionale vigente ha reso pressoché scontato che chiunque vinca non sarà in grado di governare e sarà necessario formare coalizioni del tutto disomogenee, con l’unico obiettivo di soggiornare e gozzovigliare nella stanza dei bottoni.

A che serve, allora, andare a votare? Solo ad assecondare un sistema malato che non ha intenzione di cambiare e che mira a far entrare in Parlamento persone spesso senz’arte né parte, le quali devono la loro fortuna a una lotteria, chiamata democrazia, diventata un regime che consente a una minoranza agguerrita, intrigante e rumorosa di prendere il potere spacciandosi per maggioranza.

Aggiungo che lo stesso parlamentarismo ha perso la sua funzione originaria trasformandosi in un leviatano onnipotente. Il Parlamento storicamente nasce con la funzione di controllare e limitare il potere di spesa (e tassazione) del sovrano; oggi il sovrano (rectius il Governo) è scelto dal Parlamento, con l’effetto che il bilanciamento dei poteri immaginato da Montesquieu ha perso di significato e non c’è alcuna differenza tra controllato e controllore, che sono di fatto la stessa entità.

Concludo con una citazione di mio padre, che sosteneva che “in democrazia gli stupidi e gli ignoranti hanno il diritto di dire la loro, ma le persone sensate e colte hanno il dovere di non ascoltarli” e, aggiungo io, di non rendersi complici.

Un caro saluto

Vincenzo

*

Caro Valli,

circa il suo articolo Ecco perché sto andando verso il non voto mi trovo nella sua stessa situazione, ma ho un timore.

Se non mi va la giacca, esco dal negozio e così possono fare tutti quelli che sono nella mia condizione e il negoziante, non vendendo, si farà due domande.

Ma in politica se vince poi lo stesso schieramento che ha governato fino a ora siamo nel fango, mentre l’altro potrebbe (scrivo appunto potrebbe) fare meglio, anche se ho i miei dubbi.

Per questo io andrò a votare sperando di non vedermi più davanti gente come Speranza e il Pd.

Roberto

*

Caro Valli,

ho letto il suo articolo sull’intenzione di non andare a votare alle prossime elezioni del 25 settembre e non sono d’accordo.

L’esempio di chi entra in un negozio e poi decide liberamente di non comprare nulla non mi sembra calzante: qui c’è un amministratore delle nostre cose a cui non diamo nessuna indicazione su come amministrarle e che pertanto farà come gli hanno detto altri o come meglio crede.

È contraddittorio rimproverare il fronte antisistema per l’insoddisfacente compattezza (vero) e poi unirsi al partito del non voto, che è una nebulosa indefinibile di motivazioni e opinioni.

Anche se non corrisponde al meglio ai valori cristiani, e con qualche riserva, darò il mio voto a “Italia sovrana e popolare” perché ritengo che in questo momento bisogna dare forza a chi si è opposto maggiormente alle folli politiche degli ultimi anni. Poi si vedrà. Come ha detto il mio parroco nella omelia di oggi, per uscire dal fango occorre fare i primi passi nel fango.

Con affetto

Paolo

*

Caro Aldo Maria,

lo sa qual è il suo problema? Che lei non è mai stato in ambienti pieni di vessazione per noi cattolici e conservatori come ci sono qua in Toscana. Allora correrebbe volentieri a votare per togliersi qualche soddisfazione e mettere a tacere i progressisti.

È assurdo avere a portata di mano una svolta culturale e perdere questa occasione. Ma dove avete il cervello? Volete rimanere puri e immacolati? Dante gli ignavi li metteva all’inferno, occhio! Magari avete votato Dc per quarant’anni.

Su questa strada non la seguo. Io voglio almeno evitare il gender nella scuola dei miei nipoti. Pochi obbiettivi, ma chiari, come ha Giorgia Meloni.

Lei mi ha profondamente deluso. Buona astensione.

Giovanni

*

Caro dottor Valli,

sono un pensionato di 77 anni e oggi mi sento sufficientemente audace da rispondere al suo articolo sul voto di domenica prossima. Sono d’accordo sulle gravi perplessità che affliggono chi è chiamato a esprimere una preferenza. Più di una volta, in passato, ho rinunciato a tale diritto-dovere. Mi definisco apolitico e, ancor più, apartitico, in quanto scegliere un partito significa essere di parte e io desidero sentirmi libero sempre. Ma questa volta, dopo tanto riflettere, ho deciso di andare a votare, anche se non so ancora per chi. Al momento, so solo per chi non voterò. Vede, non vorrei affatto essere, sia pure minimamente, un frammento di quella giacca che è brutta e non piace, perché è pur sempre possibile che quella giacca poi esca dal negozio, anche se non ho voluto acquistarla, e che mi segua ovunque vada: per strada, con gli amici, in casa, financo in chiesa. È triste esprimersi così, ma facciamo pur sempre parte di una comunità che in questo momento storico ha bisogno dei suoi figli più coraggiosi, anche se riluttanti, per avere qualche speranza di intraprendere una strada meno insidiosa e irta.

Nel confermarle tutta mia stima, le auguro ogni bene.

Gianni

*

Caro Valli,

leggo con dispiacere il suo sfogo elettorale, di cui – beninteso – condivido tutti i presupposti.

Per stare al suo discorso, le farei notare che alla fine sarà costretto a indossare la giacca che le sarà assegnata, anche se peggiore di tutte quelle che ha provato nel negozio.

Ritengo inoltre che della delegittimazione derivante dal basso numero dei votanti chi vincerà non si dorrà affatto, né il potere che eserciterà sarà meno effettivo e – potenzialmente – pervasivo. D’altronde è forse proprio quello il risultato finale cui si mira da parte di troppi: rendere la democrazia sostanzialmente inutile!

Quindi la esorto a votare per il meno peggio (come da sempre purtroppo è toccato a me fare), per non delegare ad altri o ripudiare del tutto quel pezzettino di sovranità che forse ancora ci spetta in quanto cittadini.

Mi permetto di salutarla con un fraterno abbraccio

Federico

*

Caro Valli,

ho appena letto, con interesse, il suo articolo relativo all’ipotesi di astensione alle prossime elezioni.

Concordo con lei in merito al tema dei programmi, davvero ben poco adeguati per chiunque si dichiari cattolico. Tuttavia, un velo di tristezza mi ha avvolto nel pensare che si sia costretti a rinunciare, a ritirarci, a tacere, in campo politico come in quasi tutto il resto.

Ho ancora un filo di speranza: forse, in qualche partito, qualche brava persona c’è. Ecco, penso che, laddove sia possibile, queste persone vadano votate.

Paola

*

Caro Valli,

penso che sarebbe meglio annullare la scheda dato che, se uno non va a votare volendo così esprimere un giudizio politico, ai partiti non importerà nulla del suo giudizio e in più non farà quorum. È proprio quello che sperano.

Maria Grazia

*

Egregio dottor Valli,

mi scusi, ma non sono d’accordo con lei sull’astensione. Anch’io non trovo partiti ideali, ma in compenso vedo una Sinistra pericolosissima, che ha creato un sistema di potere totalizzante, cui sfugge, per ora, solo il voto segreto. Una Sinistra transumana, completamente allineata al nuovo ordine mondiale e all’immoralità dominante. Chiunque vinca, non vincerà il nostro leader, che è il Signore, ma se dovesse vincere la Sinistra il prossimo sarà certamente un voto farsa, mentre se vince la Destra questo forse non avverrà.

Un caro saluto in Cristo

Giovanni 

*

Egregio dottor Valli,

ho letto il suo articolo sulle elezioni: mirabile, lineare, rigorosamente logico, intellettualmente onesto come conviene al cattolico. Grazie per averci dato voce. Noi siamo massa (piccola) orientati fin dall’inizio in tal senso. Diciamo che avremmo votato solo se avessero candidato… Sua Eccellenza monsignor Viganò!

Vada avanti, dottor Valli, e che Iddio e la Sua Santa Madre la proteggano e la illuminino.

In fraternità di fede

Paolo

_____________________________

blogducinaltum@gmail.com

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.