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Zona bianca Covid, la scelta sui ristoranti all’aperto: svolta decisiva

Il Covid continua a causare non pochi problemi all’interno della popolazione. Le restrizioni sono ancora all’ordine del giorno in Italia: l’ultima decisione, però, aiuta i ristoranti

Mario Draghi preoccupazione emergenza covid
Il presidente del Consiglio Mario Draghi (fonte: Getty Images)

Dopo la Sardegna, il Molise e il Friuli Venezia Giulia, anche Liguria, Veneto, Umbria e Abruzzo da lunedì 7 giugno entreranno in zona bianca, quella con meno restrizioni per intenderci. Un passo che a breve toccherà a quasi tutte le regioni, presumibilmente entro metà del mese. La road map del governo prevede, infatti, che dal 14 giugno l’allentamento delle misure anti-Covid tocchi Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia, Emilia-Romagna e la provincia autonoma di Trento. Mentre una settimana dopo, sarà il turno di Sicilia, Marche, Toscana, provincia di Bolzano, Calabria, Basilicata e Campania. L’ultima regione sarà la Val d’Aosta, la cui entrata è stimata per il 28 giugno.

Mentre il problema, nato a pochi giorni dagli allentamenti, sul numero di persone che si potranno sedere a un tavolo a mangiare e bere, quindi riprendere una sorta di normalità, è stato chiarito subito con un’ordinanza ministeriale che prevede che al chiuso il numero massimo di commensali è sei, all’aperto, invece, non c’è alcun limite. Da capire ancora, però, c’è che ne sarà delle discoteche, e soprattutto del coprifuoco, che potrebbe slittare a mezzanotte, e dell’arrivo del green pass europeo.

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Restrizioni Covid, dai ristoranti alle reazioni delle ultime ore

Covid, Speranza in Parlamento
Speranza (Getty Images)

Intanto arrivano anche parole incoraggianti dal ministro della Salute, Roberto Speranza: “Le cose vanno meglio – spiega -, ora occorre proseguire in un percorso di gradualità, perché è giusto riaprire ma passo dopo passo visto che uno troppo lungo potrebbe far pagare un prezzo”. A lui fa da eco Maria Stella Gelmini, titolare del Ministero per le Autonomie, che considera le nuove regole “un premio”, in quanto, sottolinea, “non avrebbe avuto senso mantenere le stesse regole previste per la zona gialla”.

Tornando invece al nodo discoteche, la questione è un po’ spinosa, specie perché dal Cts ci si era già pronunciati ad aprile sul limite massimo di persone che potranno esserci: “In merito alla possibilità di prevedere che le regioni possano intraprendere sperimentazioni per spettacoli dal vivo – si leggeva sul verbale – ci dovrà essere la presenza di misure di sicurezza aggiuntive”. A non starci, però, è il sindacato italiano delle sale da ballo che promette “disobbedienza civile”.

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