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Calci e pugni al dirigente malato di Sla: il folle gesto di un genitore alla partita di calcio giovanile – Secolo d'Italia

4 Apr 2023 16:50 – di Davide Ventola

malato Sla, Stefano Turchi, aggredito

Vergognoso episodio di violenza durante una partita di calcio giovanile in provincia di Bergamo: la vittima è un malato di Sla, il responsabile del settore giovanile del Brusaporto, Stefano Turchi. Il dirigente è stato aggredito dal genitore di uno dei ragazzi dell’Uesse Sarnico, secondo quanto riportato da “L’Eco di Bergamo”.

Turchi, classe 1969 ed ex calciatore dell’Ancona, ha sporto denuncia presso la stazione dei carabinieri di Grumello del Monte dopo essere stato medicato all’ospedale di Seriate a causa delle ferite riportate e curato dopo la diagnosi di un trauma cranico rilevato a seguito di una Tac. Fatto ancora più grave perché lo stesso Turchi è affetto dalla Sclerosi laterale amiotrofica e, sottolinea il giornale “ha forti difficoltà a deambulare e si muove con una sedia a rotelle. Riesce a stare in piedi soltanto se appoggiandosi a qualcosa, ma per tempi piuttosto limitati”. Il vergognoso episodio è avvenuto al termine del match tra Brusaporto e Uesse Sarnico, gara valida per la categoria Allievi Élite under 17 giocata ad Albano Sant’Alessandro domenica scorsa,

Turchi, aggrappato alla rete di recinzione, avrebbe tentato di calmare il genitore di un ragazzo che avrebbe risposto aggredendolo. Finito a terra, sarebbe stato colpito con calci e pugni dal genitore infuriato che si sarebbe sfogato anche contro la vettura di Turchi, causando notevoli danni, secondo la ricostruzione dell’aggredito.

“Così non si fa calcio, sono distrutto moralmente – il commento di Turchi, malato di Sla da diversi anni -. Sono anche spaventato al pensiero che una persona come me che ama il calcio e che si trova in condizione di non potersi difendere può diventare vittima di una tragedia. Sto pensando di abbandonare tutto, di farmi indietro, nonostante tutta la mia vita sia stata dedicata al calcio. Certo, sarebbe una sconfitta per me, sia come uomo, sia come sportivo e anche come portatore di handicap. Ma se devo rischiare la vita andando a seguire una partita di calcio, non ne vale la pena”.

Sostegno totale a Turchi da parte de Brusaporto, mentre l’Uesse Sarnico ha diffuso un comunicato in cui “si dissocia completamente dagli avvenimenti accaduti in data 2 aprile al centro sportivo di Albano. Condanniamo fermamente ciò che è accaduto poiché, esattamente come il Brusaporto, anche la nostra società si vede coinvolta in qualità di parte lesa. Qualsiasi forma di violenza e discriminazione non può mai essere accettata, sia all’interno che all’esterno del rettangolo di gioco”. “Cercheremo di capire cosa sia successo. Se verrà dimostrato che le cose sono andate come è stato raccontato, posso affermare che la nostra società si dissocia da questo gesto”, ha dichiarato Walter Duci, presidente dell’Uesse Sarnico.

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