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Carlo Maria Viganò / “Et erat subditus illis”. Omelia per la Domenica nell’Ottava dell’Epifania – Aldo Maria Valli

Et erat subditus illis

Omelia per la Domenica nell’Ottava dell’Epifania

Ed era loro sottomesso.

E la madre custodiva nel suo cuore tutte queste cose;

e Gesù cresceva in sapienza, in età e in grazia

davanti a Dio e davanti agli uomini.

Lc 2, 51

Sia lodato Gesù Cristo!

Nell’Ottava dell’Epifania la Santa Chiesa celebra la Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, inserendo questa festa subito dopo la manifestazione della divinità di Nostro Signore. Ma perché dovremmo celebrare la memoria della Sacra Famiglia, un mistero di intimità e di affetti da custodire intorno al focolare domestico, proprio quando si mostra la divina regalità del Re Bambino, adorato dai pastori e dai Re Magi venuti dall’Oriente?

Il motivo è che la famiglia – quella naturale, certamente, ma ancor più quella santificata dal Sacramento del Matrimonio, e al massimo grado quella in cui i genitori sono la Vergine Santissima e il Patriarca Giuseppe, e il figlio è il Verbo Incarnato – è il luogo in cui si realizza nella Carità quell’ordine che è la necessaria premessa per la Regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. Essa unisce i coniugi nella relazione gerarchica che ha come modello l’amore tra il Capo della Chiesa e il Suo Corpo Mistico. Essa prepara i figli – in questo “microcosmo” che giustamente è riconosciuto come “cellula della società” – ad essere buoni Cristiani, valorosi soldati di Cristo, onesti cittadini, saggi e prudenti governanti.

Senza la famiglia non vi può essere una società bene ordinata; e senza la famiglia cristiana non vi può essere una società cristiana in cui sia riconosciuta la Signoria di Cristo. Nella famiglia, i genitori esercitano in nome di Dio la propria autorità sui figli, ed è quindi nell’alveo della Legge di Dio che tale autorità è legittima e può avvalersi delle grazie di stato per trovare obbedienza nei figli. E questa potestas – riconosciuta dal diritto naturale – acquista una dimensione soprannaturale quando si ispira all’amore infinito con cui il Padre ama il Figlio e il Figlio ama il Padre; un amore divino, di tale potenza da essere esso stesso Dio, lo Spirito Santo. Come l’uomo mostra nelle proprie facoltà – memoria, intelletto e volontà – l’impronta trinitaria del Creatore, così anche la famiglia è in qualche modo specchio della Santissima Trinità, perché in essa troviamo la potenza creatrice del Padre, l’obbedienza redentrice del Figlio, l’amore santificante dello Spirito Santo. Ma vi troviamo anche la consapevolezza della propria identità e delle proprie tradizioni (memoria), la capacità di farne tesoro per affrontare le prove presenti (intelletto) e il legame di amore tra gli sposi e tra genitori e figli (volontà).

Quando nel Pater noster preghiamo Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, spesso non prestiamo attenzione a queste parole. Noi chiediamo che sia affermata la Signoria di Cristo sulle nazioni, perché solo dove regna Cristo possono regnare la pace e la giustizia. Noi chiediamo che Cristo regni perché questa è la volontà di Dio: Oportet autem illum regnare donec ponat omnes inimicos sub pedibus ejus (1Cor 15, 25), occorre che Egli regni, finché ponga tutti i nemici sotto i suoi piedi (Sal 109, 1). Ma per regnare nella società, occorre che i governanti e i sudditi siano buoni Cristiani; e perché ciò avvenga è necessaria la famiglia, “chiesa domestica” e scuola per la vita nel consorzio civile. È nella famiglia cattolica che si concepiscono, si danno alla luce, si santificano e si educano i figli, preparandoli ad essere buoni Cristiani, cittadini onesti e futuri genitori. Ed è in una famiglia traviata – o nella sua diabolica parodia dell’ideologia LGBTQ – che si uccidono nel corpo e nell’anima, si pervertono, si corrompono i figli, facendo sì che i loro vizi corrompano anche il corpo sociale ed ecclesiale.

La battaglia epocale che stiamo combattendo contro il Leviatano globalista ha come scopo – lo sappiamo bene, per ammissione dei suoi stessi fautori – la distruzione sistematica di ogni traccia della presenza di Cristo dalle anime, dalle famiglie e dalla società, per sostituirvi l’orrore tetro della signoria di Satana e del regno dell’Anticristo. In questa battaglia non siamo solo assediati da forze nemiche potentissime e scatenate, ma anche dalle quinte colonne che, in seno alla Chiesa e addirittura in posizioni di governo, assecondano per interesse, per ricatto o per pavidità il piano infernale del Nuovo Ordine Mondiale. Aborto, divorzio, eutanasia, teoria gender, omosessualismo e neomalthusianesimo non sono altro che strumenti con cui distruggere la società, ma ancora prima di essa la famiglia, perché nella famiglia si può realizzare quella forma di resistenza alla dittatura del pensiero unico, grazie alla quale conservare la propria determinazione a difendere con coraggio la propria Fede e la propria identità.

Non è un caso se, nella manipolazione di massa del Great Reset condotta tramite la recente farsa pandemica, si è voluto separare gli anziani dai loro cari, i genitori dai figli, i nonni dai nipoti: il venir meno di questi rapporti familiari e gerarchici, con tutto quello che queste relazioni comportano, era il passo obbligato per isolare le persone, indebolirle psicologicamente, fiaccarle spiritualmente, e poterle così costringere ad obbedire. A ben vedere, tutto ciò che questo mondo corrotto e imbarbarito impone ai popoli è sempre orientato al controllo e alla sottomissione. E proprio quando viene esaltata la libertà scrollando da sé il giogo soave della Legge di Dio, vediamo stringersi ai nostri polsi le catene della tirannide di Satana.

D’altra parte, come potrebbe il Nemico amare un’istituzione – la famiglia, appunto – composta da un padre e da una madre, che rimandano all’Eterno Padre celeste che ci genera alla vita e alla Grazia, e a una Madre che ci è Avvocata presso il trono del Suo divin Figlio? Non stupisce che i nemici di Dio vogliano cancellarne anche il nome, sostituendolo con genitore 1 e genitore 2, proprio per eliminare quei nomi benedetti, con cui possiamo chiamare Abbà, Padre nientemeno che Dio, e Madre la celeste Madre di Dio. Né stupisce l’odio verso la figura paterna, che è archetipo dell’autorità di Dio, sicché anche i superiori ecclesiastici e civili sono chiamati padri, e come padri devono comportarsi.

All’inizio di questa meditazione chiedevo il motivo per cui la Chiesa ha voluto fissare alla Domenica nell’Ottava dell’Epifania la celebrazione della Sacra Famiglia. Abbiamo la risposta: la Sacra Famiglia ci mostra il modello di famiglia cristiana che è la necessaria e indispensabile premessa perché la divina Regalità di Nostro Signore possa concretizzarsi nella società, compiendo la profezia del Salmista, che abbiamo udito nella Messa dell’Epifania: Et adorabunt eum omnes reges terræ; omnes gentes servient ei (Sal 71, 11).

Invochiamo dunque Nostro Signore, la Vergine Madre e San Giuseppe perché proteggano le nostre famiglie, le custodiscano nella Grazia di Dio e le rendano capaci di cooperare con Fede e Carità al piano della Provvidenza. Se Cristo regnerà in esse, regnerà anche nella società civile. Adveniat regnum tuum; fiat volutnas tua.

E così sia.

+ Carlo Maria, Arcivescovo

8 gennaio 2023

Sactæ Familiæ Jesu Mariæ Joseph

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