italia-viva:-“riempire-i-vuoti-ed-equidistanza-in-politica”

Italia Viva: “Riempire i vuoti ed equidistanza in politica”

“È evidente che la parte politica che chiede le dimissioni dà un giudizio o, se vogliamo, un out a chi amministra. Tale azione apre una nuova fase o evidenzia ciò che è già sul tappeto. Sicuramente la stessa terminologia non può essere usata per la minoranza o le minoranze, infatti, sempre in caso di valutazioni negative, il termine più appropriato è azioni inespresse o non interagenti. Il tutto è inquadrabile nel fare o non fare ciò per cui gli elettori hanno dato il mandato.

L’equidistanza di Italia Viva, data la posizione nell’attuale quadro politico (non presenza in consiglio ma identificabili sul territorio), è e deve essere quella di fare valutazioni politiche qualora si crei un vuoto politico che va assolutamente riempito. Nel primo caso (maggioranza) il mancato innesco di progetti adeguati e di visioni per una città come la nostra è la causa e la ragione della richiesta da noi espressa.

Nel secondo caso (minoranza) è il mancato lavoro di controparte – controproposte,  altrettanto dovute alla città, che è venuto meno. Ad onor del vero qualche distinzione si è palesata ma qualunque idea interessante non supportata politicamente rimane un semplice sussulto vacante o autoreferenziale. Dal nostro punto di vista propositivo abbiamo fatto riferimento a fatti reali o a  Enti di riferimento come Bauhaus, finanziamenti governativi, regionali o a temi storicamente consolidati facenti capo a precedenti amministrativi o di comunità come Archivio Maoloni, valenze cittadine (Satolli) o a letture circostanziate e analisi del territorio in cui viviamo.

In una società in cui domina l’educazione civica ci si organizza in forme democratiche nelle quali il popolo (anche attraverso i partiti) si configura come titolare della sovranità. Quando il potere è privilegio di una ristretta cerchia la politica si autoregola in una  minoranza slegata alla comunità.
Non avendo avuto risposte e valutato che il sistema stava perdendo di sovranità ci siamo attivati e responsabilmente si è reagito nella maniera consona al sistema stesso non volendo vivere di rendita né in positivo né in negativo.

Tutto questo può essere ricondotto nel campo di maggioranza e minoranza. L’equidistanza e una più ampia analisi  innescata dalla critica suesposta porta comunque si al rinnovamento di una comunità e noi siamo su questa scia. Si tratta di un concetto statico e di un concetto dinamico della democrazia e la differenza sta nelle rispettive scelte e azioni da parte di chi governa, partendo dall’assunto che non scegliere è sempre un modo di scegliere. Se questo è o era lo stato delle cose credo che se ne debba trovare la ragione e noi l’abbiamo fatto”.

Coordinamento Comprensoriale Orvietano Italia Viva

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *