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Ladri in chiesa, rubati corona di Cristo Re e statua di Gesù Bambino. Parroco denuncia tutto ai carabinieri – l'Immediato

Don Fabio della parrocchia “Cristo Re” di Cerignola: “Hanno svuotato la cassetta delle offerte e hanno portato via diversi oggetti di un valore religioso piuttosto importante”

“La nostra comunità educativa e pastorale del quartiere di Cristo Re della città di Cerignola, questa mattina si è svegliata trovando le mura della sua chiesa ‘violate’ da soggetti fragili che pur di dare libero arbitrio alla propria condizione di fragilità, hanno ben pensato di privare la nostra parrocchia di alcuni suoi beni”. Lo scrive sui social il parroco di Cristo Re, don Fabio Dalessandro.

La nostra realtà parrocchiale di Cristo Re – prosegue -, una tra le più grandi e popolose della città di Cerignola, operante da più di 50 anni nel quartiere dello ‘scarafone’ o del ‘senza Cristo’, che da sempre ha fatto della prevenzione, dell’educazione alla gioventù, la sua mission, ispirandosi al carisma di don Bosco, ancora una volta è stata preda del gioco trasgressivo e illegale di ‘anime fragili’ e prive di alcun progetto e ‘sogno di vita’. Questa mattina, quando le porte della nostra chiesa venivano aperte ai fedeli, ci si è resi conto di alcune anomalie, tra cui: forzatura della porta d’ingresso alla nostra sacrestia. Infatti, le ‘anime fragili’ che hanno ‘giocato’ all’interno della nostra chiesa, non solo hanno svuotato la cassetta delle offerte, ma hanno portato con sé diversi oggetti di un valore religioso piuttosto importante, tra cui la corona in oro della statua di Cristo Re e la statua di Gesù Bambino di Praga con vestito decorato con filo d’oro. Un danno che ammonta intorno a duemila euro e denunciato agli organi dei carabinieri della città di Cerignola”.

Ora, non si vuole denunciare la privazione di oggetti dal valore economico importante, o chi ha commesso tale reato, a noi preme denunciare quanto ancora una volta si avverte l’urgenza di educare alla legalità, al rispetto del bene comune e alla responsabilità civica e morale dei bambini, degli adolescenti, dei giovani e adulti. Tale episodio diventa per la nostra comunità religiosa motivo per rimboccarsi le maniche e per dire: ‘Dobbiamo fare di più, dobbiamo arrivare anche a coloro i quali vivono in condizioni di ‘fragilità sociale’ a aiutarli a gustare la bellezza del bene comune’. Quotidianamente operiamo per questa strada e il nostro Oratorio, la nostra Chiesa non ha cancelli chiusi ma solo porte aperte. Per questo, continueremo ad educare al valore della lealtà come strumento di rivoluzione sociale”.





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