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L’analisi di Demos/Pell su presente e futuro della Chiesa – Aldo Maria Valli

Era la Quaresima 2022 quando un memorandum firmato Demos circolò fra i cardinali. Nel documento una lucida analisi della situazione del Vaticano e della Chiesa cattolica. Con un giudizio netto: il pontificato di Francesco è “un disastro sotto molti o più aspetti, una catastrofe”. Ora conosciamo l’identità di Demos. Il testo è del compianto cardinale George Pell. E qui lo ripubblichiamo.

***

Memorandum / Il Vaticano oggi

I commentatori di ogni scuola, anche se per ragioni diverse, con la possibile eccezione di padre Spadaro, SJ, concordano sul fatto che questo pontificato è un disastro sotto molti o più aspetti, una catastrofe.

1.

Il successore di san Pietro è la roccia su cui è edificata la Chiesa, una grande fonte e causa di unità mondiale. Storicamente, a partire da sant’Ireneo, il papa e la Chiesa di Roma hanno un ruolo unico nel preservare la tradizione apostolica, la regola della fede, nel garantire che le Chiese continuino a insegnare ciò che Cristo e gli apostoli hanno insegnato. In precedenza il motto era: “Roma locuta. Causa finita est” [Roma ha parlato, la causa è finita]. Oggi è: “Roma loquitur. Confusio augetur” [Roma parla, cresce la confusione].

(A) Il sinodo tedesco parla di omosessualità, di donne sacerdote, di comunione per i divorziati. E il papato tace.

(B) Il cardinale Hollerich rigetta l’insegnamento cristiano sulla sessualità. E il papato tace. Ciò è doppiamente significativo perché il cardinale è esplicitamente eretico; non usa parole in codice o allusioni. Se il cardinale continuasse senza la correzione romana, ciò rappresenterebbe un’altra più profonda rottura della disciplina, con pochi (o nessuno?) precedenti nella storia. La congregazione per la dottrina della fede deve agire e parlare.

(C) Il silenzio è ancor più in evidenza quando stride con la persecuzione attiva dei tradizionalisti e dei monasteri contemplativi.

2.

La centralità di Cristo nell’insegnamento si indebolisce; Cristo viene rimosso dal centro. A volte Roma sembra addirittura confusa sull’importanza di uno rigoroso monoteismo, alludendo a un certo concetto più ampio di divinità; non proprio panteismo, ma come una variante del panteismo indù.

(A) Pachamama è idolatrica, anche se forse non era intesa come tale inizialmente.

(B) Le monache contemplative sono perseguitate e sono fatti tentativi per cambiare gli insegnamenti dei carismatici.

(C) L’eredità cristocentrica di san Giovanni Paolo II nella fede e nella morale è oggetto di attacchi sistematici. Molti docenti dell’istituto romano per la famiglia sono stati allontanati; la maggior parte degli studenti se ne sono andati. L’accademia per la vita è gravemente disastrata, ad esempio alcuni suoi membri hanno recentemente sostenuto il suicidio assistito. Le pontificie accademie hanno membri e oratori ad invito che sostengono l’aborto.

3.

Il mancato rispetto della legge in Vaticano rischia di diventare uno scandalo internazionale. Questi problemi sono stati concretizzati nel processo in corso in Vaticano a dieci accusati di negligenza finanziaria, ma il problema è più vecchio e più ampio.

(A) Il papa ha cambiato la legge quattro volte durante il processo per aiutare l’accusa.

(B) Il cardinale Becciu non è stato trattato con giustizia perché è stato rimosso dal suo incarico e privato delle sue dignità cardinalizie senza alcuna prova. Non ha ricevuto il giusto processo. Tutti hanno diritto a un giusto processo.

(C) In quanto capo dello Stato vaticano e fonte di ogni autorità di legge, il papa si è servito di questo potere per interferire nei procedimenti giudiziari.

(D) Il papa a volte, se non spesso, governa con decreti pontifici, motu proprio, che eliminano il diritto di appello delle persone colpite.

(E) Molti membri del personale, spesso sacerdoti, sono stati sbrigativamente cacciati dalla curia vaticana, spesso senza una valida ragione.

(F) Le intercettazioni telefoniche sono regolarmente praticate. Non sono sicuro di quanto spesso ciò sia autorizzato.

(G) Nel processo inglese contro Torzi, il giudice ha criticato aspramente i pubblici accusatori vaticani. I quali o sono incompetenti e/o sono stati condizionati, impediti di fornire il quadro completo.

(H) L’irruzione della gendarmeria vaticana al comando del dottor Giani, nel 2017, nell’ufficio del revisore dei conti Libero Milone, in territorio italiano, era probabilmente illegale ed è stata in ogni caso intimidatoria e violenta. E’ possibile che le prove contro Milone siano state fabbricate.

4.

(A) La situazione finanziaria del Vaticano è grave. Negli ultimi dieci anni (almeno) ci sono stati quasi sempre deficit finanziari. Prima del COVID, questi deficit erano di circa 20 milioni di euro all’anno. Negli ultimi tre anni sono stati circa 30-35 milioni di euro all’anno. I problemi datano a prima sia di papa Francesco che di papa Benedetto.

(B) Il Vaticano ha di fronte un pesante deficit del fondo pensioni. Intorno al 2014 gli esperti della Cosea stimavano che nel 2030 il deficit sarebbe stato di circa 800 milioni di euro. Questo prima del Covid.

(C) Si stima che il Vaticano abbia perso 217 milioni di euro sul palazzo di Sloane Avenue a Londra. Negli anni ‘80 il Vaticano fu costretto a sborsare 230 milioni di dollari dopo lo scandalo del Banco Ambrosiano. A causa dell’inefficienza e della corruzione, negli ultimi 25-30 anni il Vaticano ha perso almeno altri 100 milioni di euro, e probabilmente parecchi di più, forse 150-200 milioni..

(D) Nonostante la recente decisione del Santo Padre, i processi di investimento non sono stati centralizzati (come raccomandato dalla COSEA nel 2014 e tentato dalla segreteria per l’economia nel 2015-16) e restano privi del consiglio di esperti. Per decenni, il Vaticano ha avuto a che fare con finanzieri di cattiva reputazione, evitati da tutti i banchieri che godono di stima in Italia.

(E) Il rendimento delle 5261 proprietà immobiliari vaticane resta scandalosamente basso. Nel 2019 il ricavo medio (prima del COVID) era di quasi 4.500 dollari all’anno. Nel 2020 era di 2.900 euro per proprietà.

(F) Il ruolo mutevole di papa Francesco nelle riforme finanziarie (progressi incompleti ma sostanziali nella riduzione della criminalità, molto meno riusciti, tranne che allo IOR, in termini di redditività) è un mistero e un enigma.

Inizialmente il Santo Padre ha sostenuto con forza le riforme. Poi ha impedito la centralizzazione degli investimenti, si è opposto alle riforme e alla maggior parte dei tentativi di smascherare la corruzione e ha sostenuto (allora) l’arcivescovo Becciu, al centro dell’establishment finanziario vaticano. Poi, nel 2020, il papa si è rivoltato contro Becciu e alla fine dieci persone sono state messe a processo e accusate. Nel corso degli anni, sono state avviate poche azioni penali a partire dalle segnalazioni di infrazioni dell’AIF.

I revisori dei conti di Price Waterhouse and Cooper sono stati allontanati e il revisore generale Libero Milone è stato costretto a dimettersi nel 2017 con accuse inventate. Si stavano avvicinando troppo alla corruzione in segreteria di Stato.

5.

L’influenza politica di papa Francesco e del Vaticano è trascurabile. Intellettualmente, gli scritti papali mostrano un declino rispetto ai livelli di san Giovanni Paolo II e di papa Benedetto. Le decisioni e le linee politiche sono spesso “politicamente corrette”, ma ci sono stati gravi fallimenti nel sostenere i diritti umani in Venezuela, Hong Kong, Cina continentale e ora nell’invasione russa.

Non c’è stato alcun sostegno pubblico per i fedeli cattolici in Cina che sono stati perseguitati a intermittenza per la loro fedeltà al papato per più di 70 anni. Nessun sostegno pubblico vaticano alla comunità cattolica in Ucraina, in particolare ai greco-cattolici.

Questi temi dovrebbero essere rivisitati dal prossimo papa. Il prestigio politico del Vaticano è ora a un livello basso.

6.

A un livello diverso, minore, dovrebbe essere regolarizzata la situazione dei tradizionalisti tridentini (cattolici).

A un livello ancora più modesto, dovrebbe essere nuovamente consentita la celebrazione delle messe “individuali” e con piccoli gruppi al mattino nella basilica di San Pietro. Al momento, questa grande basilica di prima mattina è come un deserto.

La crisi del Covid ha coperto il forte calo del numero di pellegrini presenti alle udienze papali e alle messe.

Il Santo Padre ha scarso appoggio tra seminaristi e giovani sacerdoti e nella curia vaticana esiste una diffusa disaffiliazione.

Il prossimo conclave

1. Il collegio dei cardinali è stato indebolito da nomine eccentriche e non è stato più riconvocato dopo il rifiuto delle posizioni del cardinale Kasper nel concistoro del 2014. Molti cardinali sono sconosciuti l’uno all’altro, aggiungendo una nuova dimensione di imprevedibilità al prossimo conclave.

2. Dopo il Vaticano II, le autorità cattoliche hanno spesso sottovalutato il potere ostile della secolarizzazione, del mondo, della carne e del diavolo, specialmente nel mondo occidentale e hanno sopravvalutato l’influenza e la forza della Chiesa cattolica.

Siamo più deboli di 50 anni fa e molti fattori sono al di fuori del nostro controllo, almeno a breve termine, ad esempio il calo del numero dei credenti, la frequenza delle presenze alla messa, la scomparsa o l’estinzione di molti ordini religiosi.

3. Il papa non ha bisogno di essere il miglior evangelizzatore del mondo, né una forza politica. Il successore di Pietro, in quanto capo del collegio dei vescovi, che sono anche i successori degli apostoli, ha un ruolo fondamentale per l’unità e la dottrina. Il nuovo papa deve capire che il segreto della vitalità cristiana e cattolica viene dalla fedeltà agli insegnamenti di Cristo e alle pratiche cattoliche. Non viene dall’adattamento al mondo o dal denaro.

4. I primi compiti del nuovo papa saranno il ripristino della normalità, il ripristino della chiarezza dottrinale nella fede e nella morale, il ripristino del giusto rispetto del diritto e la garanzia che il primo criterio per la nomina dei vescovi sia l’accettazione della tradizione apostolica. La competenza e la cultura teologica sono un vantaggio, non un ostacolo per tutti i vescovi e soprattutto per gli arcivescovi.

Questi sono fondamenti necessari per vivere e predicare il Vangelo.

5. Se i raduni sinodali continuano in tutto il mondo, consumeranno molto tempo e denaro, probabilmente distogliendo energie dall’evangelizzazione e dal servizio piuttosto che approfondendo queste attività essenziali.

Se ai sinodi nazionali o continentali sarà data autorità dottrinale, avremo un nuovo pericolo per l’unità della Chiesa mondiale, per cui, ad esempio, la Chiesa tedesca ha già ora posizioni dottrinali non condivise da altre Chiese e non compatibili con la tradizione apostolica.

Se non ci sarà una correzione romana di simili eresie, la Chiesa si ridurrebbe a una vaga federazione di Chiese locali, con visioni diverse, probabilmente più vicina a un modello anglicano o protestante, rispetto a un modello ortodosso.

Una immediata priorità per il prossimo papa deve essere quella di eliminare e prevenire uno sviluppo così pericoloso, richiedendo unità nell’essenziale e non permettendo differenze dottrinali inaccettabili. La moralità dell’attività omosessuale sarà uno di questi punti critici.

6. Mentre il giovane clero e i seminaristi sono quasi completamente ortodossi, a volte piuttosto conservatori, il nuovo papa dovrà essere consapevole dei cambiamenti sostanziali apportati alla leadership della Chiesa dal 2013, forse soprattutto in Sud e Centro America. C’è un nuovo balzo nell’avanzata dei protestanti “liberal” nella Chiesa cattolica.

È improbabile che uno scisma avvenga a sinistra, dove abitualmente non fanno drammi sulle questioni dottrinali. Uno scisma è più probabile che arrivi da destra ed è sempre possibile quando le tensioni liturgiche sono infiammate e non smorzate.

Unità nelle cose essenziali. Diversità in quelle non essenziali. Carità in tutto.

7. Nonostante il loro pericoloso declino in Occidente e l’intrinseca fragilità e instabilità in molti luoghi, si dovrebbe prendere in seria considerazione la fattibilità di una visita apostolica all’ordine dei Gesuiti. Sono in una situazione di catastrofico declino numerico, da 36 mila membri durante il Concilio a meno di 16 mila nel 2017 (con probabilmente il 20-25 per cento di loro sopra i 75 anni di età). In alcuni luoghi, c’è anche un catastrofico declino morale.

L’ordine è altamente centralizzato, suscettibile di riforma o rovina dall’alto. Il carisma e il contributo dei Gesuiti sono stati e sono così importanti per la Chiesa che non dovrebbe essere loro consentito di scomparire indisturbati dalla storia o di ridursi semplicemente a una comunità afroasiatica.

8. Occorre affrontare il disastroso calo del numero dei cattolici e l’espansione dei protestanti in Sud America. Ciò è stato pochissimo menzionato nel sinodo amazzonico.

9. Ovviamente occorre lavorare molto sulle riforme finanziarie in Vaticano, ma questo non dovrebbe essere il criterio più importante nella selezione del prossimo papa.

Il Vaticano non ha debiti sostanziali, ma i continui disavanzi annuali alla fine porteranno al fallimento. Ovviamente, si prenderanno provvedimenti per rimediare, per separare il Vaticano da complici criminali e bilanciare entrate e spese. Il Vaticano dovrà dimostrare competenza e integrità per attirare consistenti donazioni che aiutino a risolvere questo problema.

Nonostante il miglioramento delle procedure e una maggiore trasparenza, le continue difficoltà finanziarie rappresentano una grande sfida, ma sono molto meno importanti dei pericoli spirituali e dottrinali che la Chiesa deve affrontare, specialmente nel Primo Mondo.

Demos

Quaresima 2022

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