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Lockdown con il diavolo / 19 – Aldo Maria Valli

di Kennedy Hall

Malthus, ragazzo mio,

non posso incolparti per il problema specifico che ci troviamo ad affrontare, per quanto l’incapacità di cui hai dato ripetutamente prova in tutto questo tempo ha reso tale situazione più probabile. Di recente mi sono ritrovato a discutere dell’eventualità di porre fine alla tua carriera, ma la situazione è troppo delicata e ci troviamo in una fase troppo avanzata. In questo momento, sostituirti con qualcun altro non mi servirebbe a nulla e, per quanto l’altro giorno me la sia spassata sul campo, non mi si potrà rimproverare se non riuscirò a porre rimedio a questo guaio. Questa è la tua bicicletta; l’hai voluta e adesso pedala, vada come vada. Tutti gli sguardi sono sul mio puledro. Se riuscirai a raddrizzare la situazione, sembrerò un grande per averti fatto da mentore; se fallirai, farò in modo che le Potenze sappiano che questo disastro è tutta colpa tua.

La madre ha recitato una preghiera con i figli. Non una preghiera qualsiasi, ma lo straziante saluto angelico e quella petizione e lode alla Spaventosa Incarnazione. Ne ha detta solo una, ma a volte è abbastanza per mandare all’aria i nostri piani. A onor del vero, hai eseguito gli ordini della mia ultima lettera e hai tenuto la sua mente lontana da dannose contemplazioni del Nemico, anche nei suoi momenti più malinconici. E l’hai preparata ad inalberare un’orgogliosa resistenza a qualsiasi argomentazione logica a favore del cristianesimo. Ma in quel frangente era guidata da un certo istinto che solo di rado riusciamo a sradicare completamente in una persona.

Il motivo per il quale non eri in grado di pensare o agire lucidamente mentre si avvicinava alla stanza del figlio è presto detto. Quella sferzante melodia e quella cadenza poetica di nauseante dolcezza si chiama Canto. Il ragazzo e la sorella stavano guardando al computer una presentazione del Sacrificio, e l’armonia assordante che invadeva il corridoio era la musica che accompagnava la liturgia. So che ne avete sentito parlare durante il vostro addestramento, ma è così atroce, talvolta persino paralizzante, che non potete veramente farne esperienza finché non siete sul campo. Tanto più che non riusciamo a riprodurlo, talmente è doloroso e terrificante. Ha un doppio effetto: da un lato fornisce una protezione repulsiva contro i nostri assalti, dall’altro ipnotizza gli esseri umani per piegarli agli scopi del Nemico. C’è da dire che non li attrae tutti in egual misura: a coloro che sono stati riprogrammati in profondità dal nostro squisito rumore atonale, la semplicità del Canto provoca solo mal di testa. Ahimè, la madre non fa parte di questi servizievoli pagani. La sua nostalgia interna l’ha preparata per accoglierlo senza sforzo, ed è per questo che un solo lieve fremito di quel suono ripugnante è stato sufficiente a dirottarla mentre si stava dirigendo verso la sua camera da letto.

Abbiamo ottenuto grandi successi durante le chiusure delle chiese favorite dalla Chiesa e dallo Stato, ma la trasmissione delle funzioni per via elettronica ha purtroppo favorito la diffusione visiva dei rituali più antichi. Alcuni decenni fa, il nostro esperto di liturgia, il Figlio di Baal, ha svolto un lavoro straordinario nello smantellare i principali rituali della Chiesa: i risultati sono stati eccezionali. Tuttavia, man mano che i credenti si riducono in gruppi più devoti e più resistenti, la loro curiosità per tradizioni ormai dimenticate è malauguratamente cresciuta. Se i riti adulterati sono appena accettabili durante le funzioni in presenziale, le loro carenze estetiche appaiono fin troppo grottesche quando vengono filmate. Risultato: molti che in precedenza non nutrivano alcun interesse per celebrazioni antiquate, sono passati a riti che ritengono più gradevoli dal punto di vista estetico. Fortunatamente la maggior parte dei cristiani non hanno mai partecipato ad eventi del genere, ma quando ha udito quel suono così particolare proveniente dalla stanza, alla madre è tornato in mente il funerale di sua nonna, che fu celebrato secondo le antiche e deplorevoli rubriche.

Ammetto che, quando il guaio è successo, c’era ben poco che tu potessi fare. Se solo il ragazzo avesse interrotto il video quando la madre è entrata nella stanza… e invece si è limitato ad osservarla mentre lei fissava lo schermo come se stesse vedendo un antenato redivivo.

Non siamo ancora in grado di creare qualcosa che possa seriamente competere con quello che gli umani chiamano bellezza, quella vera. Al massimo, possiamo esaltare le distrazioni e moltiplicare i centri di interesse per far sì che una persona si perda nella contemplazione di realtà transitorie. La liturgia moderna conserva ancora il detestabile Sacrificio, ma molto opportunamente lo cela in un’atmosfera chiassosa tutta incentrata sull’uomo, nella quale tutto è posto su un piano orizzontale. Con le rubriche contemporanee, i fedeli ripetono a pappagallo una serie di pie repliche al sacerdote, ma quando questi dice “in alto i vostri cuori”, il loro futile gergo lo borbottano fissando dritto in faccia un uomo. I riti dell’antichità erano ispirati dal Figlio stesso, in essi tutta l’attenzione viene sottratta al mondano, e i fedeli, durante i momenti di silenziosa riverenza, sono costretti a guardare più in alto. Capisci quanto questo sia pericoloso? Per quanto la madre non fosse fisicamente presente, il contrasto tra la semplice visione di quella cerimonia e la bruttezza che permea la sua vita, e che tanto bene serve ai nostri scopi, le è apparso in tutta la sua violenza.

Si tratta di un’arma a doppio taglio: da un lato abbiamo reso il mondo e la liturgia più brutti di quanto non siano mai stati, ma dall’altro questo significa che le reliquie di un’estetica e di una purezza antiche catturano l’attenzione di esseri umani impreparati con accresciuta, malaugurata efficacia. Come ti ho già spiegato, la madre non è stata riprogrammata al punto di detestare a dovere questo tipo di bellezza. Ironia della sorte, se fosse stata un’assidua frequentatrice di chiese nelle quali abbondino innovazioni liturgiche, avremmo avuto maggiori possibilità di suscitare la sua ripugnanza. Non so dirti quanto sia delizioso vedere come si agitano quelli che professano la devozione al Nemico quando capita loro di assistere alla stessa liturgia che tutti i loro santi e i loro antenati frequentavano. Alcuni degli episodi più squisiti di mancanza di carità hanno avuto per protagonisti proprio quelli che si sono abituati alla nuova norma. È come se credessero davvero che la loro Chiesa sia iniziata solo qualche decennio fa, e che tutto ciò che si oppone alla manifestazione attuale– proprio quella che ha così egregiamente accelerato il processo di autodistruzione della Chiesa – sia contrario ai desideri del Nemico. L’incoerenza interna necessaria per difendere con le unghie e coi denti una rappresentazione della propria religione che è al tempo stesso la causa e il sintomo della sua rovinosa decadenza è straordinaria. Ci sono persino chierici e semplici fedeli che militano attivamente per proibire le lingue antiche dai loro riti, nel nome di un’idea che non ha alcun riscontro nei fatti, quella che gli infedeli accetterebbero più facilmente una fede che fosse presentata nella loro lingua. Adoro questi utili idioti, totalmente all’oscuro della storia, della tradizione e persino della statistica elementare; praticamente, fanno tutto il lavoro al posto nostro.

Nonostante tutto quello che abbiamo fatto per confondere i cristiani sul loro culto, questa generazione di neopagani che abbiamo suscitato è sensibile in modo deplorevole alle stesse vecchie tattiche che vanificarono tutti i nostri sforzi durante gli orribili periodi delle conversioni di massa. Temo che, se questo stato di cose dovesse continuare, altri seguiranno l’esempio della madre: dobbiamo agire rapidamente dall’interno di questa famiglia se vogliamo bloccare qualsiasi ulteriore progresso. Senza dubbio il figlio è al settimo cielo per il fatto che la madre abbia ammorbidito la sua posizione, fino al punto di recitare una preghiera con lui e la sorella. Se in questo momento avessimo il controllo su di lui, lo indurrei ad ammorbare la madre con quantità massicce di apologetica, in modo da sovraccaricare il suo ancora fragile stato d’animo.

Consulterò subito il mio vecchio mentore ed elaborerò un piano. Per il momento continua senza tregua con le solite tentazioni, con la speranza che riescano a fiaccare le ultime resistenze. Inoltre, tieni d’occhio il figlio, che senza dubbio sta tramando per intrappolare la madre nel campo del Nemico. Avvisami immediatamente se accade qualcosa di preoccupante.

Alla prossima,

Quelle

19.continua

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