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Moderna non ha ammesso di aver prodotto il vaccino «prima che ci fosse il Covid»

Il 20 gennaio 2023 il quotidiano La Verità ha pubblicato in prima pagina un titolo che recita “Moderna: avevamo il vaccino prima che ci fosse il Covid”, accompagnato da un sommario in cui si legge: «A Davos, la candida confessione del ceo Bancel, il quale si è lamentato anche del fatto che nei Paesi dove c’è stato “dibattito scientifico e politico” la gente si è fatta meno punture. Il capo di Pfizer non risponde ai cronisti».

Si tratta di un’informazione presentata senza il contesto necessario alla sua comprensione, che veicola una notizia falsa.

Il titolo de La Verità fa riferimento a un’intervista rilasciata il 19 gennaio 2023 dall’amministratore delegato di Moderna, Stéphane Bancel, alla trasmissione di Cnbc Squawk Box, che per l’occasione trasmetteva dall’annuale incontro di leader politici e imprenditoriali organizzato a Davos, in Svizzera, dal World economic forum (Wef). 

Lo spezzone dell’intervista menzionato dal titolo oggetto della nostra verifica è disponibile a questo link e mostra la conduttrice Rebecca Quick che interagisce con Bancel ricordando di averlo incontrato proprio a Davos nel gennaio 2020, durante una colazione. Quick ricorda: «Sei venuto da me in questa stanzetta e mi hai raccontato di come tu avessi – di come stessi lavorando ad un vaccino contro il Covid e a quel punto la Covid-19 neanche esisteva a tutti gli effetti». Al minuto 00:38 del filmato, Bancel conferma la circostanza chiarendo: «Credo non avesse ancora un nome a quel tempo».

Bancel non ha dunque dichiarato che Moderna avesse sviluppato un vaccino «prima che ci fosse il Covid», ma di aver iniziato a lavorare su un vaccino quando ancora la malattia causata dal virus respiratorio Sars-Cov-2 non aveva un nome. Il Forum di Davos 2020 si è svolto dal 21 al 24 gennaio, quando era già nota l’esistenza di un virus respiratorio della famiglia dei coronavirus, in grado di trasmettersi da uomo a uomo e già riscontrato al di fuori della Cina. Il 12 gennaio 2020, inoltre, la Cina aveva condiviso pubblicamente la sequenza genetica del virus, che era dunque già disponibile per essere studiata.

Non è un mistero che Moderna avesse già iniziato a lavorare a un vaccino contro la malattia, come si legge in questa intervista del 20 gennaio 2020 in cui Anthony Fauci spiegava: «Abbiamo già iniziato a sviluppare un vaccino. Abbiamo ottenuto la sequenza dai cinesi. Stiamo collaborando con una società chiamata Moderna per sviluppare una piattaforma basata su RNA messaggero per un vaccino».

Come Bancel spiega correttamente nel filmato, al tempo il virus e la malattia da questo provocata non aveva ancora i nomi che oggi conosciamo e che sarebbero stati annunciati solo l’11 febbraio 2020. A gennaio 2020 il nome provvisorio scelto per il virus era ancora “2019-nCoV”.

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