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Il padre di Maria, Gennaro Elia: “Aiutatemi a cerca la verità”

Il padre di Maria, Gennaro Elia:

Il padre di Maria – «I tuoi diciotto anni… Ne avevamo parlato tante volte: ti avrei organizzato la festa più grande del mondo. E invece… Mi manchi amore mio: ti chiedo solo la forza di continuare a cercare la verità sulla tua morte».

Sono le parole di Gennaro Elia, il papà di Maria – nel giorno del suo 18esimo compleanno), la ragazza morta all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia a fine marzo 2022. La ragazza morì dopo un decorso clinico sul quale la Procura della Repubblica di Perugia aveva aperto una indagine per poi, però, chiederne l’archiviazione.

«Ciao amore mio sappi che mi manchi da impazzire e non trovo pace ma come ti dico sempre dammi la forza almeno per trovarti la verità perché è ingiusto quello che ti è successo amore mio e’ proprio per questo papà ha creato una associazione con il tuo nome” la voce di Maria” ». Sono sempre le parole del padre che spiegano perché ha deciso di creare una associazione che porta il nome di sua figlia.

Il padre parla a nome della figlia sulla pagina Facebook

«Oggi il mio 18 esimo compleanno – il padre parla a nome della figlia sulla pagina Facebook – il regalo più che potete farmi è quello di aiutare l’associazione no profit “la voce di Maria” perché l’obiettivo che si pone per me è molto importante, spero che prenderete in considerazione la possibilità di dare un piccolo contributo aiuterà l’organizzazione a trovare la mia verità ed essere sempre a sostegno di tutte quelle famiglie che rimangono coinvolte in casi di malasanità è malagiustizia».

Parole struggenti che spaccano il cuore…un cuore straziato da un dolore senza limiti e confini, noto solo a chi ha perduto una parte di sé.

«Senza il tuo sorriso e bellezza per me e’ il giorno più triste della Mia Vita.  Ti prego di darmi la forza finché non ti trovo la verità . .Ti Amo Principessa Mia »

All’archiviazione il padre Gennaro Elia si era opposto,  assistito dagli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza. Secondo lui e i suoi legali, la figlia, se fosse stata sottoposta all’Ecmo – extra corporeal membrane oxygenation, ndr -, si sarebbe potuta salvare.

L’Ecmo,  secondo quanto scrivono i consulenti nella perizia consegnata al giudice e come riportato oggi da La Nazione Umbria, avrebbe rappresentato un intervento terapeutico salvavita. C’è anche la richiesta di prosecuzione delle indagini, tra i documenti consegnati al giudice, e a proposito di questo si attende la decisione del gip Natalia Giubilei.

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