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Meloni-Schlein, ecco dove le due leader stanno portando i loro partiti – Nicola Bosco

Il bipolarismo è il sistema politico tipico delle grandi e avanzate democrazie occidentali, arrivato in Italia soltanto a metà degli anni ’90 e sopravvissuto, nonostante alcune parentesi e difficoltà, per un intero trentennio.

L’affermazione della leadership di Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia nel centrodestra e alla guida del governo, ha contribuito a consolidare una dialettica politica, giornalistica e culturale “polarizzata” tra destra e sinistra, accentuatasi recentemente in seguito all’elezione di Elly Schlein alla segreteria del Partito democratico.

Due donne al timone

Per la prima volta nella storia d’Italia i principali partiti politici sono guidati da due donne con trascorsi personali totalmente differenti e appartenenti a culture politiche contrapposte. Su questa novità appena arrivata nel panorama politico si è detto e scritto molto, ma in poche occasioni si è provato a rispondere, senza pregiudizi ideologici, alla domanda più importante: quale impatto politico e culturale hanno dato e daranno le leadership di Giorgia Meloni a destra e di Elly Schlein a sinistra?

Per provare a rispondere analizziamo e approfondiamo i percorsi e la storia di Fratelli d’Italia e del Partito democratico negli ultimi anni.

Il percorso del Pd

Il Partito democratico nasce nel 2007, sull’onda dei buoni risultati ottenuti l’anno precedente dalla lista unitaria dell’Ulivo, con l’obiettivo di costruire un grande partito di sinistra socialdemocratico e riformista, che avesse come riferimento le grandi culture della sinistra occidentale, da Clinton a Brandt passando per Blair.

Un partito a vocazione maggioritaria, capace di tenere al suo interno due importanti culture politiche della sinistra italiana, quella postcomunista dei Democratici di Sinistra e quella popolare de La Margherita.

L’idea della sinistra di governo, tuttavia, si è scontrata in diverse occasioni con le correnti più massimaliste e radicali del partito che in diverse occasioni hanno impedito una totale fuoriuscita ideologica e programmatica della sinistra italiana dalla sua storia comunista, unico caso in tutto il mondo occidentale.

Rifugiati nel loro passato

L’ostilità prima e l’abbandono poi del riformismo renziano, l’alleanza con il Movimento 5 Stelle e la sinistra radicale, hanno portato ad un graduale abbandono della vocazione maggioritaria del Partito democratico, tornato sempre più simile (anche in termini di consensi elettorali) ai DS di Massimo D’Alema.

Il recente arrivo di Elly Schlein al Nazareno è l’esempio plastico di un partito che ha archiviato la sua vocazione originaria e si è arroccato su posizioni ideologiche e identitarie, ambigue in politica estera, ultraprogressiste sui temi etici e assistenzialiste in economia, lo specchio di una forza politica in profonda crisi di identità e di consensi che si rifugia nel suo passato.

Una forza conservatrice

Percorso diverso è stato fatto da Fratelli d’Italia. Nato nel 2012 da una scissione del Popolo della Libertà, quando questi aveva perso la sua caratteristica di forza alternativa alla sinistra, nel tentativo di dare una casa e una rappresentanza alla destra politica italiana, Fratelli d’Italia si è posto in continuità storica con la destra parlamentare missina e con quella di governo di Alleanza Nazionale, senza abbandonare la sua collocazione naturale nello schieramento di centrodestra.

Il partito di Giorgia Meloni si è via via ritagliato un ruolo sempre più importante nella sua coalizione, prima come alleato determinante della Lega di Matteo Salvini negli anni del sovranismo e del centrodestra postberlusconiano e poi diventando forza egemone e guida dello schieramento alternativo alla sinistra.

La volontà della classe dirigente del partito della fiamma tricolore è quella di dare vita ad una grande forza conservatrice, in continuità con la storia della destra politica e democratica italiana, in grado di raccogliere e dare una casa a quelle famiglie moderate, liberali e cattoliche.

In fisica come in politica i vuoti si riempiono e se la sinistra si restringe chiudendosi a riccio, la destra si espande, si allarga e vince.

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