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Parco Cardeto Terni: imprevisti e vizi occulti, due ulteriori affidamenti ed imputazione spesa da 200 mila euro

12 Gen 2023 12:12

di S.F.

Il cantiere del parco ‘Galigani’ di Cardeto di Terni e le difficoltà – eufemismo – nel procedere, non una novità. Uno stop & go costante che va avanti da oltre due anni e sul quale ora emergono ulteriori dettagli in seguito alla recente sospensione: ci sono ulteriori affidamenti ed una variante in corso d’opera per imprevisti o problematiche emerse nel corso dell’operazione di restyling.

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Gli ultimi mesi ed i vizi occulti

Bene, cosa è successo di recente? Lo stesso Comune mette nero su bianco delle difficoltà incontrate nel 2022 grazie alla nota del direttore dei lavori, Pierpaolo Longhi. Siamo a metà novembre: «Ha evidenziato che l’appalto si caratterizza con le sue particolari condizioni di criticità legate ad un intervento di completamento di lavori come conseguenza di una risoluzione contrattuale in danno per gravi inadempienze dell’appaltatore». Tutto noto da sempre. «Per la natura delle inadempienze l’opera in sé si caratterizzata da una forte alea di imprevisti, per cause di forza maggiore, imprevisti e circostanze imprevedibili perché non facilmente riscontrabile all’atto della ricognizione generale, in particolare per rinvenimenti e vizi occulti non riscontrabile all’atto della revisione progettuale stessa e comunque non rilevabili se non in fase di esecuzione». Sollevate un bel po’ di questioni: la sistemazione delle aree esterne compromnesse in parte, la rimozione dei materiali rinvenuti nel sottosuolo, l’installazione di componenti accessori, l’adeguamento geometrico delle aperture per infissi, le misure di sicurezza aggiuntive per gli interventi in quota e, curiosità, la «sostituzione dei cavi già posti in opera ma che solo in fase attuativa si sono riscontrati non più performanti ed utili per la messa in esercizio». In quel momento i lavori erano sospesi per redigere le varianti e per procedere è stata chiesta una proroga dei termini contrattuali di almeno sessanta giorni. Della relazione di ammissibilità della variante da oltre 56 mila euro se ne è occupato il Rup, l’ingegnere Federico Nannurelli. In questo caso si parla del I lotto.

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Il II lotto e gli aggiustamenti: Poggiani Scavi in azione

Spese in salita in prima battuta per la fase A del II lotto, affidata in origine alla Piconi Evidio per poco più di 55 mila euro. Ora si è arrivati a quota 123 mila euro perché durante i lavori «sono emerse circostanze impreviste e non apprezzabili nel corso della valutazione del quadro esigenziale; l’impostazione originaria dei viali interni realizzati dall’impresa uscente a seguito della risoluzione del contratto di concessione, si sono rilevati inutilizzabili poiché lo stato fondale aveva perso i requisiti di stabilità e durabilità e le canalizzazioni di predisposizione esistenti per il passaggio di impianti, presentavano fenomeni di schiacciamento e punti di rottura dovuti probabilmente all’azione di animali roditori». Non solo il problema piccioni dunque. Ci sono maggiori spese anche per gli altri lotti. Esempio? Per il V entra in azione la Poggiani Scavi srl di Narni per 31.860 euro. Motivo? «Al fine di rendere completamente funzionale il parco nella sua interezza nonché a rendere efficienti e prestazionali gli impianti di distribuzione idraulica per i servizi e per l’impianto di irrigazione, è necessario procedere alla realizzazione a completamento, di percorsi pedonali a servizio dei campi da gioco ed alla realizzazione di un manufatto tecnico utile all’alloggiamento degli apparati idraulici e di presa dalla rete pubblica su via Pestalozzi». Da quanto si apprende – umbriaOn ha contattato la ditta per delucidazioni – inizieranno la prossima settimana.

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Una parte da sistemare

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Tra i nuovi esborsi c’è anche quello legato al VI fase del secondo lotto. Il Comune ha contattato la Green House perché i fabbricati preesistenti «presentano degli ammaloramenti dei paramenti murari dovuti a fenomeni di risalita di umidità dal suolo e comunque ad un disuso prolungato da anni; al fine di risolvere tali problematiche e conferire nuovamente le necessarie condizioni per l’utilizzo, è necessario eseguire lavori di recupero degli intonaci e dei paramenti, riconducibili ad opere di ristrutturazione edilizia». L’importo contrattuale risulta essere superiore ai 17 mila euro. In definitiva nel quadro economico aggiornato per la riqualificazione parla di 815 mila euro per il primo lotto e 352 mila per le sei fasi del secondo.

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