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Yoko Ono compie 90 anni: l'artista che sposò John Lennon e che non fece sciogliere i Beatles – Il Riformista

“La donna più odiata del rock”

Antonio Lamorte — 18 Febbraio 2023

Yoko Ono compie 90 anni: l’artista che sposò John Lennon e che non fece sciogliere i Beatles

Per troppo tempo è stata solo e unicamente “la donna che fece sciogliere i Beatles”. Così voleva certa stampa, gossip e machismo, un certo pregiudizio velata da xenofobia e sessismo, il fanatismo di chi voleva che la più grande band di tutti i tempi non finisse mai – come invece è previsto per ogni cosa. Yoko Ono è stata artista, attivista, provocatrice, performer e da prima della relazione con John Lennon. Compie oggi 90 anni. E festeggia con un’installazione online, un “albero dei desideri” virtuale creato per lei dal figlio Sean Ono Lennon, ispirato al primo “albero dei desideri” creato da Yoko nel 1996 secondo l’antica usanza giapponese di scrivere un pensiero su un foglietto da appendere al ramo di un albero. Sta ricevendo auguri da tutto il mondo, dopo che tutto il mondo l’ha riabilitata: come artista, attivista, performer oltre il gossip che l’aveva resa la “donna più odiata del rock”.

Yoko, artista e musicista giapponese naturalizzata statunitense, è nata il 18 febbraio 1933, figlia maggiore di Eisuke Gue Ono, membro di una delle più importanti famiglie di banchieri giapponesi, e di Isoko, una pianista classica. A causa della II Guerra Mondiale la famiglia fu ridotta a mendicare per strada, alla povertà. A Tokyo è entrata alla prestigiosa università Gakushūin, dopo il trasferimento a New York avrebbe studiato al Sarah Lawrence College fino al 1956 quando fuggì con il compositore giapponese Toshi Ichiyanagi. Si manteneva facendo la segretaria e con lezioni di arti marziali tradizionali giapponesi.

Yoko e Ichiyanagi si sposarono, divorziarono nel 1962, e lei sposò il jazzista statunitense Anthony Cox, dal quale divorziò nel 1964. Avevano avuto una figlia, Kyoko Chan Cox, che venne affidata a lei. Era nei Fluxus, tra i primi mebri dell’associazione libera di artisti d’avanguardia formata all’inizio degli anni Sessanta dall’artista George Maciunas. Esplorazioni nell’arte concettuale e performance, film sperimentali e trovate dadaiste. “CutPiexe” fu forse la sua performance più nota: Yoko seduta su un palco che invitava il pubblico a tagliare con delle forbici i vestiti che indossava fino a rimanere nuda.

L’incontro con John Lennon il 9 novembre 1966, quando il cantante inglese visitò una sua esibizione presso l’Indica Gallery di Londra. Lennon era sposato con la sua prima moglie, Cynthia. Dopo due anni cominciarono a frequentarsi. Ancora nei Beatles il cantante e autore citerà esplicitamente la compagna in The Ballad of John and Yoko, in Julia, e poi in Oh Yoko! e in Dear Yoko. A partire dal 1968 i due cominciarono a collaborare in molti album, spesso pubblicati sotto la sigla Plastic Ono Band. Superfluo indicare l’influenza di lei su di lui: soprattutto per il suo spirito da performer. La carriera solista di Lennon sarebbe stata infatti caratterizzata da trovate mediatiche e artistiche. Come per esempio il noto Bed-In per la pace nella suite nuziale dell’Hotel Hilton di Amsterdam, era il marzo 1969. Lo stesso anno un secondo Bed-In lo organizzarono a Montréal e in quella occasione fu registrato il singolo Give Peace a Chance.

È a lei che molta stampa e fan della band attribuirono la fine dei Beatles. Paul McCartney ha dichiarato ad Al Jazeera nel 2012 come Yoko non abbia avuto alcun ruolo nello scioglimento, pur ammettendo a Rolling Stone che “noi Beatles ci sentivamo minacciati da Yoko Ono. Era una presenza impegnativa. Stava sempre con noi. Si sedeva sugli amplificatori e rimaneva in studio anche mentre registravamo. Nessuno di noi permetteva alle proprie compagne di rimanere in studio non perché fossimo sessisti, ma semplicemente perché stavamo stretti. Lei invece rimaneva lì, in mezzo a noi. Sopportavamo, ma non era facile”.

Il suo album d’esordio Plastic Ono Band fu celebrato dall’emblematico giornalista Lester Bangs. Con il successivo Approximately Infinite Universe aveva intrapreso melodie meno estreme – all’interno si trovava un saggio sul femminismo ripubblicato dal New York Times. Sulla copertina di Season of Glass sarebbe apparsa la foto degli occhiali da vista di Lennon ancora sporchi di sangue. Il matrimonio tra i due era stato celebrato il 20 marzo 1969 al Rock di Gibiliterra, il loro unico figlio Sean era nato il 9 ottobre del 1975. Yoko era con John, al suo fianco, quando l’8 dicembre del 1980 Mark David Chapman si avvicinò e sparò uccidendo Lennon a New York, sotto l’appartamento del Dakota dove vivevano.

Yoko Ono avrebbe continuato a dedicarsi all’arte e alla musica anche dopo l’omicidio della rockstar, icona del Novecento. Il suo ultimo disco è Warzone, pubblicato nel 2018. Da diversi anni combatte con alcuni problemi di salute, è apparsa in pubblico l’ultima volta nel 2019, in sedia a rotelle, in occasione di un corteo femminista. Continua a pubblicare contenuti sul suo passato e pensieri sui social network. Soltanto nel 1998 ha ritrovato Kyoko, la figlia che l’ex marito Cox aveva rapito nel 1971 scomparendo nel nulla. Yoko Ono vive ancora al Dakota. La sua produzione è stata rivalutata nel corso degli anni, fuori dall’ombra dell’ex Fab Four. Con il tempo la “Dragon Lady”, la “Stega”, la “donna più odiata del rock”, com’è stata definita, ha avuto ragione. Per strada c’è stata a lungo gente che l’accusava di aver fatto sciogliere i Beatles.

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.

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