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Contraste – Milano – Secolo d'Italia


11 Gen 2023 0:01 – di Redazione

Contraste
Via Giuseppe Meda, 2 – 20136 Milano
Tel. 02/49536597
Sito Internet: www.contrastemilano.it

Tipologia: ricercata
Prezzi: menù Riflesso di 10 portate 170€
Chiusura: mai

OFFERTA
Lieve ridimensionamento di voto per il ristorante guidato dallo chef Matias Perdomo che, insieme alla sua squadra in cucina e in sala, fa vivere all’avventore un’esperienza gastronomica particolare e, per molti versi, appagante. Il menù è concepito come un unico percorso degustazione di 10 portate (a 170 euro), senza scelta à la carte, in modo tale che il cliente possa assaggiare diversi piatti che sono diventati iconici (e che sono sempre presenti) ed altri che cambiano in base alla stagionalità. Tra i primi troviamo quelli che compongono l’originale benvenuto racchiuso in una box con tanto di chiave e buco della serratura da cui sbirciare dentro: la finta fragola di peperone che contiene della salsa tonnata, la crème brûlée di foie gras e fichi e la sfera di sarda in saor. A seguire la famosa cipolla rossa di Tropea “soffiata” ripiena di morbido caprino, una rosa di gamberi crudi, il mosaico di ricciola con cubetti di pesce alternati ad arancia amara, noce di macadamia, nero di seppia, foie gras (anche quest’anno il piatto meno convincente), l’ottimo sashimi di filetto di bue con fiocchi di foie gras, l’”onda” di calamaro con salsa chorizo (a cui mancava, a nostro avviso, un contrasto di consistenze visto il mollusco troppo morbido), il polpo presentato sotto forma di cheesecake ma dal sapore blando, e una sfera di pastella al nero di seppia ripiena di carbonara che al gusto era più simile alla cacio e pepe. Cacio e pepe che ritroviamo anche nelle cozze che quest’anno abbiamo trovato più centrate, mentre i noodles di capesante, parmigiano e brodo dashi si sono rivelate sempre eccellenti. Goloso anche il famoso “donut” che vuole essere una variante della classica lasagna bolognese ed equilibratissima la pluma di maiale iberico con burrata e ricci di mare. Tra i nuovi piatti assaggiati, ricordiamo piacevolmente il carpaccio di gamberi con salsa all’aglio e gocce di passion fruit, l’originale caciucco servito con una riduzione di salsa all’anguria, che al palato ricordava molto il condimento della ricetta originaria, e l’eccellente “ricordo” dello spaghetto alle vongole racchiuso in un raviolo che esplode in bocca per intensità di gusto. Tra le interiora (pallino fisso di Perdomo) abbiamo gustato il cuore cotto magistralmente, mentre il filetto di bue (della macelleria di Sergio Motta) cotto alla brace e servito con la sua bresaola risultava leggermente tenace al morso. Il ricordo di una cotoletta alla milanese era un quadrato nel piatto composto da striscioline di zucchina e di carne intervallate ma a noi non ha suscitato nessuna reminiscenza della famosa cotoletta. Un gelato al fungo con cubotto di patata (a nostro avviso indicato più come appetizer di apertura) è stato il pre dessert che ha anticipato lo squisito dolce: una spuma di panna con gocce di aceto balsamico e lamelle di fragola prima congelata e poi tagliate sopra come si fa per il tartufo. Solo elogi per l’intramontabile torta delle rose con gelato alla vaniglia, seguita purtroppo da un caffè sottoestratto, con crema evanescente e corpo debole.

AMBIENTE
Dopo un ingresso spazioso c’è un piccolo corridoio che fa intravedere la cucina da un lato e dall’altro introduce all’unica sala arredata in modo sobrio ed elegante, con tavoli ben distanziati e apparecchiati.

SERVIZIO
Plus del locale: professionale ma non impostato, con una menzione particolare per l’esposizione e per il servizio del vino svolti dalla bravissima sommelier.

Recensione a cura di: Milano de La Pecora Nera – ed. 2022 – www.lapecoranera.net

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